Si tratta di un foglio impermeabile posato a protezione dell’isolamento termico in una muratura o copertura, quando un edificio viene isolato dall’interno, per impedire che il vapore acqueo creato dalle attività che si svolgono in casa, che naturalmente tende a uscire verso l’esterno attraversando la muratura, condensi al contatto con una superficie fredda (la muratura), danneggiando così il materiale con cui è isolata la parete.

 La barriera al vapore serve sostanzialmente  a proteggere l’isolante dalle infiltrazioni di acqua dovute all’eventuale formazione di condensa negli strati interni. Infatti i materiali isolanti perdono quasi totalmente la loro capacità termo-isolante quando vengono a contatto con l’acqua.

La posizione della barriera al vapore dipende sempre dal flusso del calore e deve esser messa a ridosso dell’isolante dalla parte da cui arriva l’aria calda dell’ambiente interno riscaldato.

La problematica del vapore è molto importante, per esempio  nel caso della copertura, il vapore che attraversa lo strato isolante non riesce a uscire perché glielo impedisce lo strato impermeabilizzante, quindi riscende verso il basso, ristagnando. Durante la stagione estiva l’umidità accumulata si trasforma in vapore, causando la formazione di bolle sul manto di impermeabilizzazione.

Il problema di fondo: dove va a finire il vapore  imprigionato  in casa?

La norma UNI EN 13788 ricorda che l’adozione di una barriera al vapore deve sempre essere valutata con molta cautela,  la sua presenza spesso può  verificare alcuni  inconvenienti:

  • riduzione dell’asciugamento estivo
  • nelle strutture con impermeabilizzazione sul lato esterno l’eventuale umidità presente all’atto della costruzione non ha la possibilità di essere smaltita
  • la barriera al vapore può perdere le sue caratteristiche
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