Il termine catasto (derivato dalla lingua greca κατάστιχον, o κατά στίχον, “riga per riga”) viene utilizzato, in senso generale, per indicare qualsiasi rilevamento sistematico di oggetti omogenei, tipicamente accompagnato da una mappa e da un registro. Un esempio è il catasto alberi, quello più noto è il catasto edilizio.
Il catasto edilizio è costituito dall’insieme di documenti, mappe e atti, che descrivono i beni immobili, indicando luoghi e confini, nome dei possessori, rendite. Con le rendite si calcolano tasse e imposte. Di seguito ci si riferisce solo a questo tipo di catasto.

Il catasto ha origini remote. Shulgi, re di Ur, nell’ambito dell’opera di centralizzazione dello Stato ideò il catasto generale, usato per calcolare le tasse e le imposte del regno. È stato anche accertato che stime dei terreni erano effettuate in Egitto, all’epoca dei faraoni.
Con gli Arabi sarebbe stato introdotto in Sicilia, verso il X sec., un sistema di classificazione fatto con registri detti defetari, che i Normanni avrebbero ripreso nel Catalogo baronum.

 

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