Via: INSTAURA

L’idea “on the road”. Instaura #ontheroad voleva essere una sperimentazione, un messaggio: significava in qualche modo predisposizione a muoversi a “spostarsi” , fare tanta strada pur di incontrare architettura…

E soprattutto pur di perseguire lo scopo del progetto Instaura, restituire valore al territorio, partendo dal degrado delle architetture storiche fino ad arrivare al loro “recupero”.  Non significava solo questo, però. Voleva essere dunque un input sottile ad evidenziare che, talvolta, anche “sotto casa” vi sono beni architettonici il cui valore spesso non lo si percepisce.

In ogni caso è stata una  piacevole sperimentazione che vogliamo ripetere presto, anche perché ci si è ritrovati in un bel gruppo di architetti, provenienti da diverse parti d’Italia e anche dall’estero (una ragazza veniva da Londra) per discutere, osservare, parlare su come poter lavorare sulla tematica del recupero e del bene amato restauro architettonico.

 

Come si è svolta l’iniziativa. Siamo partiti alcuni di noi da Napoli, altri ci hanno raggiunto direttamente nel b&b di riferimento, Elgarò in località Cannara, davvero bello ed ospitale e preposto per eventi di natura culturale,.

Lungo la strada il bello è trovare luoghi all’improvviso: Narni la nostra meta intermedia pre direzione Cannara. Un borgo medievale umbro molto interessante ed articolato fra stradine in pendenza e leggere alzate, tipico schema dei centri storici umbri. Era possibile vedere anche una parte sotterranea, destinata a cisterne ipogee.

Il Castello di Postignano. L’abbiamo esplorato in ogni singolo dettaglio, grazie alla bravura, alla tenacia ed alla preparazione e competenza dell’architetto Monica Rispoli, del gruppo Ra Consulting, fondato dai due architetti napoletani Matacena e Scaramella, autori qualche anno fa, della “follia” di acquistare un borgo completamente o quasi in stato di rudere e recuperarlo. Non senza passare per nuove difficoltà, vedi terremoto del 1997 che ha letteralmente distrutto tutto, anche ciò che era stato restaurato poco prima.

Dettagli tecnici.  Il consolidamento di tutti i solai è stato realizzato con cordoli in cls armato a cui erano ancorati gli elementi in ferro dove poggiavano le travi in legno. Per le murature sono state reimpiegate le pietre originarie, e realizzato il  consolidamento con iniezioni di malta. La finitura esterna trattata con tre tipi di intonaco differenti:  pietra a vista, oppure intonaco scialbato o raso pietra. Per le fondazioni hanno realizzato, dove necessario, una trave in cls armato, addossata e collegata alla fondazione esistente, ed hanno rifatto i vespai così da risolvere pure il problema dell’umidità di risalita. Sempre per la questione dell’umidità hanno rifatto le strade impermeabilizzandole con il mapelastic e creando tutto un sistema per la canalizzazione dell’acqua, sempre impermeabilizzato allo stesso modo. Per  le coperture, per garantirne l’isolamento, hanno usato un pannello da 1 cm di polistirene, ed hanno scelto grondaie in alluminio anziché in rame, cosi da non trovare macchie e righe in casi di ossidazione. Ogni unità abitativa ha i suoi impianti ed è indipendente dalle altre, per garantire una completa autonomia dei singoli appartamenti.

Come vi è sembrata questa esperienza? I ragazzi sono restati entusiasti dell’iniziativa perché viaggiare è sempre una bella storia di scoperte da vivere per approfondire la conoscenza del mondo circostante.

Il recupero del borgo è sicuramente un caso interessante, probabilmente trattasi di ricostruzione piuttosto che di restauro vero e proprio, in quanto gran parte del borgo era collassato già prima del terribile sisma del 1997 che ha inflitto il colpo di grazia finale all’architettura medievale che, di fatto, non esiste più.

Noi oggi frequentiamo un borgo che è del 2010, e ne siamo consapevoli ed opportunamente informati, ricostruito secondo principi di restauro filologico, valutati secondo le esigenze richieste da un potenziale fruitore del borgo futuro. Bello è stato poterne discutere, come è stato bello appurare l’indiscussa bellezza di un luogo, dunque la sua valenza estetica, prevalente su quella storica, nettamente falsata dalle scelte progettuali, mirate comunque a conservare quello che effettivamente si poteva ancora “lasciare”. Scelte compiute sulla base della necessità di non far morire o meglio “far rivivere” quel luogo, ecco spiegata e motivata la “forzatura”, facendo ricorso e appello a tutti gli artifizi possibili, ricostruendo intere porzioni in  muratura, appellandosi a maestranze locali o meno, di notevole bravura e che lavorano quotidianamente presi dalla passione e dall’entusiasmo dell’architetto Rispoli che, con grinta e determinazione, dirige i lavori.

Importante è stato per noi confrontarci con lei. Che sia per noi tutti un esempio.

Vogliamo anche un vostro parere, mentre in giornata le sensazioni dei ragazzi saranno pubblicate successivamente…

Ringraziamo tutti: gli architetti Matacena, Scaramella e Rispoli, l’associazione “Sellano, terra di mezzo”, il sindaco del comune di Sellano, i nostri media partner e collaboratori sul territorio e soprattutto loro i partecipanti all’evento INSTAURA #ONTHEROAD di sicuro più folli degli organizzatori!

Grazie di cuore a tutti voi!

Instaura

 

Galleria fotografica: foto di Andrea Damiati

    

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Crediti: https://www.instaura.it/restaura-km0/articles/241/instaura-ontheroad-storie-di-un-borgo-ritrovato/

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