Dopo il superamento delle modalità emergenziali, l’Esame di Stato per Architetti è tornato stabilmente alla sua configurazione tradizionale. Un percorso articolato in quattro prove che rappresenta il vero banco di prova per l’accesso alla professione, sia per la Sezione A (Architetti) che per la Sezione B (Architetti Junior).
Questa struttura, ormai a regime da diversi cicli, non è solo un adempimento burocratico, ma un’impostazione tecnica completa. Richiede una preparazione multidisciplinare: non basta saper progettare, occorre dimostrare padronanza normativa, capacità di sintesi tecnologica e una profonda cultura professionale.
Struttura dell’Esame – Sezione A (Architetti)
La Sezione A abilita alla professione di Architetto Senior, con tutte le competenze piene di progettazione, direzione lavori e firma di opere complesse.
1. Prova pratica
La prova più impegnativa dell’intero esame, sia per durata che per complessità tecnica. Il candidato è chiamato a sviluppare un progetto architettonico o urbanistico in un tempo definito, senza supporti esterni.
Il tema può riguardare:
- progettazione edilizia civile — residenziale, scolastica, sanitaria, per i servizi alla collettività
- progettazione urbana — spazi pubblici, piccoli insediamenti, ricucitura di tessuti urbani, configurazioni urbanistiche
La commissione valuta la padronanza simultanea di più competenze:
- schema distributivo chiaro e funzionale
- rispetto delle norme edilizie e urbanistiche vigenti
- gestione corretta dei vincoli dimensionali
- logica progettuale coerente dall’impianto al dettaglio
- qualità architettonica delle scelte compositive
- capacità rappresentativa: piante, sezioni, prospetti, schemi
⚠️ Non basta saper disegnare. La commissione valuta soprattutto la coerenza tra le scelte progettuali e la loro giustificazione tecnica e normativa. Un elaborato graficamente curato ma privo di logica insediativa o non conforme alle norme viene penalizzato. La prova pratica è strettamente connessa alla prima prova scritta: le due prove si valutano insieme.
2. Prima prova scritta
Una relazione tecnica di giustificazione strutturale (es. Roma, Firenze) o insediativa del progetto presentato nella prova pratica.
Il candidato deve dimostrare la coerenza e la solidità delle proprie scelte progettuali, motivando in modo chiaro e articolato:
- il sistema strutturale adottato e le ragioni della scelta
- i criteri di predimensionamento degli elementi principali
- le scelte compositive, distributive e funzionali
- l’inquadramento urbanistico, normativo ed edilizio dell’intervento
⚠️ La relazione non è un semplice testo descrittivo: la commissione valuta la capacità del candidato di argomentare con linguaggio tecnico, di collegare progetto e normativa, e di dimostrare consapevolezza metodologica. Una prova pratica ben disegnata ma mal giustificata può compromettere il risultato complessivo.
3. Seconda prova scritta
Un tema di cultura architettonica, urbana o tecnico-progettuale, che mette alla prova la formazione teorica e critica del candidato. Gli argomenti possono spaziare tra ambiti molto diversi:
- storia dell’architettura e del pensiero architettonico
- tecnologie costruttive, materiali e sistemi edilizi
- temi di città, territorio e paesaggio
- analisi e commento di casi studio significativi
- principi compositivi, tipologici e progettuali
⚠️ Questa prova è spesso sottovalutata nella preparazione, perché ritenuta “teorica” e quindi meno urgente rispetto alla prova pratica. In realtà richiede una cultura di base solida, un linguaggio tecnico preciso e la capacità di costruire un ragionamento critico coerente — competenze che non si improvvisano nelle ultime settimane. La commissione distingue subito chi ha una formazione strutturata da chi risponde in modo generico.
4. Prova orale
La fase conclusiva dell’esame, in cui il candidato si confronta direttamente con la commissione. Non è una formalità: è la prova in cui emergono con più evidenza la preparazione reale, la solidità delle conoscenze e la capacità di ragionare sotto pressione.
La discussione copre aree tematiche distinte:
- discussione del progetto — il candidato difende e argomenta le scelte della prova pratica, rispondendo alle osservazioni della commissione
- normativa edilizia e urbanistica — verifica della conoscenza delle norme tecniche, dei parametri edilizi e degli strumenti di pianificazione
- legislazione professionale — ordinamento della professione, accesso all’albo, responsabilità del professionista
- deontologia — codice deontologico dell’architetto, rapporti con il committente, conflitti di interesse
- sicurezza e processo edilizio — D.Lgs. 81/2008, figure della sicurezza, fasi del processo costruttivo
⚠️ La commissione parte spesso dal progetto presentato per aprire la discussione su normativa e deontologia. Chi non conosce le norme alla base delle proprie scelte progettuali si trova immediatamente in difficoltà. La prova orale non si prepara a parte: è la sintesi di tutto il percorso.
Struttura dell’Esame – Sezione B (Architetto Junior)
La Sezione B abilita all’esercizio dell’attività professionale in forma limitata, con competenze tecniche orientate al supporto alla progettazione, al rilievo, alla stima e alla gestione degli aspetti costruttivi ed economici dell’intervento edilizio.
1. Prova pratica
Consiste nello sviluppo grafico di un manufatto architettonico fornito in scala molto ridotta, da riportare in scala adeguata, oppure nel rilievo a vista di un elemento architettonico o costruttivo.
L’obiettivo è valutare la capacità rappresentativa del candidato, la padronanza degli strumenti del disegno tecnico e la comprensione degli elementi costruttivi di base.
⚠️ Semplicità non significa facilità. La commissione valuta la precisione, la coerenza grafica e la lettura corretta dell’elemento rappresentato. Errori di scala, di quotatura o di convenzione grafica incidono sul giudizio complessivo.
2. Prima prova scritta
Una prova di analisi economico-quantitativa applicata al progetto o a un caso dato. Può comprendere:
- redazione di un computo metrico estimativo
- stima dei costi di costruzione o di intervento
- valutazioni comparative tra soluzioni tecniche o materiali
- analisi di fattibilità economica di base
⚠️ Questa prova richiede metodo, ordine e conoscenza delle voci di costo. Non è sufficiente conoscere i prezzi: la commissione valuta la capacità di strutturare un documento tecnico corretto, coerente con il progetto e con i prezziari di riferimento.
3. Seconda prova scritta
Un tema teorico o una prova grafica collegata alle discipline fondamentali del percorso formativo triennale. Gli argomenti possono riguardare:
- tecnologia dell’architettura e dei sistemi costruttivi
- rappresentazione grafica e rilievo
- progettazione preliminare e schema funzionale
- urbanistica di base e strumenti di pianificazione
⚠️ Il candidato deve dimostrare una conoscenza applicata, non solo nozionistica. La commissione verifica la capacità di collegare teoria e pratica, anche su temi apparentemente semplici.
4. Prova orale
La fase conclusiva, in cui la commissione verifica la preparazione complessiva del candidato attraverso un colloquio strutturato. I temi affrontati riguardano:
- legislazione edilizia — norme tecniche di attuazione, regolamenti edilizi, titoli abilitativi
- normativa tecnica essenziale — parametri dimensionali, requisiti igienico-sanitari, accessibilità
- esercizio della professione — competenze della Sezione B, rapporto con il committente, responsabilità professionale
- deontologia — codice deontologico, comportamento professionale, rapporto con altri professionisti
⚠️ La prova orale della Sezione B è spesso sottostimata. In realtà la commissione verifica con precisione i confini delle competenze professionali abilitate: sapere cosa può e cosa non può fare un Architetto Junior è parte integrante della prova.
Perché la struttura classica è importante?
✔ Maggior chiarezza e trasparenza del percorso abilitativo
✔ Valutazione separata delle competenze progettuali, tecniche e normative
✔ Selezione più accurata della preparazione del candidato
✔ Necessità di una preparazione più completa e multidisciplinare
Il ritorno al modello classico richiede quindi metodo, costanza e molto allenamento progettuale.
Se hai problemi per affrontare i punti suindicati, e vuoi ottimizzare i tempi, potresti valutare la possibilità di frequentare un corso per la preparazione dell'esame di stato di architetto o singole lezioni su ogni argomento legato alla professione di Architetto / Pianificatore Territoriale e/o alla prova d’esame.
________________________________________________________________________ _________________________________________________________________________Pubblicazione gratuita di libera circolazione. Gli Autori non sono soggetti a compensi per le loro opere. Se per errore qualche testo o immagine fosse pubblicato in via inappropriata chiediamo agli Autori di segnalarci il fatto è provvederemo alla sua cancellazione dal sito








