Mi sono laureata presso l’università di Catania con sede in Siracusa. Da poco ho sostenuto l’esame di Stato nella sede in cui mi sono laureata, prima gli scritti a fine novembre 2013, in seguito a fine gennaio ho sostenuto l’esame dopo essere stata ammessa agli orali. Come ho scritto pocanzi, ho eseguito l’esame nella sessione autunnale e ho scelto fra le tracce estratte in sede d’esame (aggregazione di schiere, ipogeo, edificio a torre) il tema inerente a un’aggregazione di schiere con un’altra aggregazione speculare alla prima e divise da uno spazio di distribuzione centrale largo 4 m.

Il tema scelto doveva essere connesso a livello progettuale con l’ipogeo. L’orale si è basato molto sullo scritto e sulle soluzioni progettuali adottate, molte domande sono state di carattere prettamente tecnologico, ad esempio quale elemento inserire nel caso in cui ho un terreno da contenere. Quale altro elemento potevo inserire per evitare infiltrazioni d’acqua o risalita per capillarità e un’altra soluzione da inserire per far drenare l’acqua nel terreno di fondazione dell’edificio. Dato che io avevo disegnato il particolare dell’attacco di terra, completo di solaio di fondazione e muro perimetrale esterno mi sono state fatte parecchie domande sempre di carattere tecnologico: a cosa servono gli iglù, quanta aria in metri cubi è portata e in che modo fuori dall’edificio, il diametro del tubo di collegamento agli iglù e il materiale con cui è fabbricato e in che modo è inserito tale tubo dalla trave rovescia in poi. Per quanto riguarda quest’ultima, che tipo di elemento poniamo per isolarla lateralmente dal terreno di contatto.

Dell’edificio in questione a livello tecnologico mi è stato chiesta l’orditura del solaio d’interpiano e in modo particolare che tipo di soluzione adottare sempre in quel solaio, perché avevo progettato una scala ad L. Infine altre domande che mi sono state rivolte: le fasi della progettazione e il diagramma di Gant o crono programma.

In ogni caso l’esame di Stato d’architettura è abbastanza complesso, quindi per poterlo superare bisogna metabolizzare concetti e soluzioni mai affrontati o perlomeno trattati in maniera teorica e non applicativa durante il percorso di studi, avere un pizzico di fortuna ed avere un minimo di intuito che si sviluppa con una buona preparazione di base, costruita attraverso corsi di preparazione all’esame e studio individuale o di gruppo.

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